All’Assemblea Generale di ECRN, per la prima volta in veste di Presidente.

Questa elezione assume un significato importante grazie a una lavoro coordinato fra le direzioni generali a Milano e la Delegazione di Bruxelles, il settore chimico rappresenta un comparto fondamentale non solo per Regione Lombardia ma per tutta l’industria del nostro Paese. L’elezione avviene, inoltre, in un momento centrale dove di qui a poco si dovranno prendere decisioni legislative importanti, su tutte il nuovo regolamento REACH, la direttiva rifiuti, la circular economy ed il sistema di scambio di quote di emissione (ETS).

Attualmente ECRN è composta da19 regioni di 8 Paesi europei e rappresenta circa 88 milioni di abitanti dell’Ue e un PIL di circa 3400 Miliardi di euro. Nata nel 2004 grazie a un progetto Interreg capitanato da Saxony-Anhalt e Regione Lombardia per esprimere la voce delle regioni sull’allora nuovo Regolamento REACH, ECRN viene chiamata nel 2007 dall’allora Commissario europeo per l’Industria a far parte del “Gruppo di alto livello per la competitività della chimica”. Di questo gruppo facevano parte, oltre al Presidente di ECRN: sette Commissari europei, i Ministri dell’economia di tutti gli Stati membri, otto amministratori delegati dei maggiori gruppi industriali europei (tra cui Mapei, Total, BASF e Unilever) e cinque Presidenti delle Associazioni europee di settore maggiormente rappresentativi, tra cui la Federazione europea dei Lavoratori dell’Energia, delle Miniere, della Chimica e lo European Environmental Europe. Il Gruppo di alto livello termina i suoi lavori nel 2009 con la redazione di linee guida che caratterizzano la politica europea del settore chimico fino ad oggi.

Grazie a questa esperienza, ECRN è stata in seguito nominata tra gli osservatori dell’azione sperimentale voluta dalla Commissione europea per l’attuazione del regolamento Ue sulla registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH). ECRN è inoltre advisor formale della Commissione europea per le azioni relative ai cambiamenti climatici dopo il termine del protocollo di Kyoto a partire dal 2012.