E’ stata approvata la Legge di Riforma dei Servizi Abitativi.

Finalmente abbiamo una legge che considera le politiche abitative per quello che devono essere: politiche sociali e non politiche edilizie. Il Servizio abitativo è il nuovo paradigma dell’intervento pubblico il cui fine è quello di dare risposta a un bisogno concreto che la persona o la famiglia non sono in grado di soddisfare autonomamente.

Questo è il risultato di un grande lavoro di squadra, per il quale voglio ringraziare lo staff della Direzione Casa e Housing sociale di Regione Lombardia, in particolare il già Direttore Generale Gianangelo Bravo, il dottor Francesco Foti e i loro collaboratori.

Questa è una legge dalla parte dei più deboli lo dimostra il fatto che si sostengano concretamente la persona e la famiglia attraverso un contributo regionale di solidarietà che coprira’ le spese per il canone e i servizi per i nuclei familiari in condizioni di povertà assoluta e per i nuclei familiari in situazioni di temporanea difficoltà economica per la perdita del lavoro o altra causa.

Con la legge approvata oggi in Consiglio, per questi nuclei familiari che risiedono in alloggi sociali di proprietà delle Aler e dei comuni, Regione Lombardia stanzierà 10 milioni di euro nel 2016,  20 milioni di euro nel 2017 e 25 milioni di euro nel 2018.

La nuova legge attua il mix abitativo cioè l’integrazione sociale, attraverso un nuovo sistema di assegnazioni degli alloggi sociali che favorisce la presenza di nuclei familiari diversificati per categoria e composizione: anziani, famiglie di nuova formazione, famiglie monoparentali, disabili, appartenenti alle forze di polizia, ed altre categorie di particolare e motivata rilevanza sociale.

Finalmente abbiamo una legge che pone fine alle rendite di posizione, stabilendo il rilascio obbligatorio dell’alloggio per i nuclei familiari le cui condizioni economiche superano i limiti di permanenza negli alloggi sociali.

La nuova legge approvata in aula introduce il sistema regionale di accreditamento, “non per aprire all’ingresso dei privati nella gestione dei servizi abitativi pubblici ma per qualificare gli operatori privati che già oggi erogano servizi abitativi pubblici e sociali. Ma soprattutto, è un sistema che introduce ‘obblighi di servizio’ a carico dei gestori  sia pubblici che privati  nei confronti dell’utenza che hanno lo scopo di elevare la qualità dei servizi abitativi erogati sulla base di standard prestazionali comuni.

La nuova legge rivede il ruolo e le funzioni dei comuni, che passano dal ruolo di gestori amministrativi di bandi e graduatorie a livello comunale a programmatori dell’offerta abitativa sul territorio. Le procedure di assegnazione degli alloggi sociali vengono ripartite su comuni ed Aler in base alla proprietà degli alloggi da assegnare. Una piattaforma informatica messa a disposizione da Regione Lombardia, garantirà uniformità e trasparenza nelle procedure di accesso e assegnazione degli alloggi.

La nuova legge efficenta inoltre le procedure ed accelera i tempi di assegnazione degli alloggi sociali, attraverso il superamento dei bandi e delle graduatorie comunali e grazie alla piattaforma informatica regionale che consentirà, ai nuclei familiari di scegliere gli alloggi sociali dove fare domanda, ed ai comuni ed alle Aler di velocizzare le procedure di verifica dei requisiti e assegnazione degli alloggi.

La nostra legge consente ai comuni di incrementare l’offerta abitativa pubblica con unità abitative messe a disposizione dai privati e del privato sociale. Abbiamo inoltre introdotto una nuova modalità di gestione dell’emergenza abitativa, in particolare delle famiglie destinatarie di provvedimenti di sfratto, abbandonando definitivamente il meccanismo preferenziale delle assegnazioni in deroga, in favore di un modello d’intervento che prevede assegnazioni temporanee su quote di patrimonio abitativo appositamente destinato per tali finalità sulla base ad una programmazione annuale.

La nuova legge introduce un sistema di controlli e sanzioni più incisivo e severo, per contrastare le occupazioni abusive, per perseguire e sanzionare attraverso il rilascio forzoso dell’alloggio, i morosi colpevoli e coloro che non forniscono o forniscono false dichiarazioni in merito alle proprie condizioni economiche o reddituali.

Con questa legge riduciamo fortemente la vendita del patrimonio residenziale pubblico di proprietà di comuni ed Aler, dall’attuale 20% al 5% e che obbliga gli enti proprietari a reimpiegare i proventi delle vendite per la manutenzione, il recupero e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente.

La nuova legge introduce inoltre incentivi urbanistici per realizzare nuovi alloggi da destinare a servizi abitativi pubblici e sociali, attraverso:

–       l’azzeramento del contributo sul costo di costruzione per gli interventi riguardanti servizi abitativi pubblici e sociali;

–       l’azzeramento degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria per gli interventi di nuova costruzione e di manutenzione straordinaria e di ristrutturazione riguardanti servizi abitativi pubblici;

–       la riduzione sino al 100% da parte dei Comuni, degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria per gli interventi di nuova costruzione, ristrutturazione e di manutenzione straordinaria riguardanti i  servizi abitativi sociali.