A Monza alla tappa del roadshow per la presentazione della Riforma dei Servizi Abitativi.

La nuova legge sui servizi abitativi coinvolge in particolare i territori, soprattutto in sede di stesura dei regolamenti attuativi. E in questo particolare ambito sono i territori che ci devono aiutare a far funzionare il sistema e in particolare il sistema delle assegnazioni.

L’incontro era il secondo di una serie che ha toccato tutte le province, aveva lo scopo di introdurre agli stakeholders del territorio, Aler, sindacati e Comuni, le novità introdotte dalla riforma.

Per portare in approvazione questa legge abbiamo aspettato qualche mese rispetto ai tempi che ci eravamo inizialmente dati anche per dotarla finanziariamente in maniera adeguata. È stato un bene perché grazie a questo lavoro dal 2018 saranno a regime 25 milioni di euro annuali di contributo di solidarietà, oltre ad aver stanziato 220 milioni di fondi per la riqualificazione del patrimonio.

Il nostro obiettivo fondamentale è quello di fornire un’assistenza temporanea e quindi di favorire il recupero degli individui accompagnandoli verso una ritrovata indipendenza economica. Questo obiettivo si raggiunge anche tendendo a eliminare la differenza tra edilizia popolare pubblica e housing sociale e con il concetto del ‘mix abitativo’ che consente di realizzare non più dei ghetti degradati ma delle vere comunità. Comunita’ che stimolino l’individuo a migliorarsi e a uscire da una condizione di disagio.

E’ stata anche illustrata l’importanza della nuova piattaforma informatica regionale che gestira’ in via esclusiva e in assoluta trasparenza le assegnazioni e che “per quanto riguarda i servizi abitativi pubblici vietera’, incrociando i dati, l’accesso a chi è stato abusivo o chi ha commesso atti vandalici per cinque anni.