Per la prima volta una Presidente donna, la cardiologa Silvia Priori alla guida della Giuria, con il nostro riconoscimento incentiviamo la ricerca sul tema Healty Aging per un impatto concreto sul benessere dei cittadini.

Parte il conto alla rovescia dell’edizione 2019 del Premio “Lombardia è ricerca” di Regione Lombardia, dedicato quest’anno a un tema prioritario per la ricerca medica dei paesi avanzati ovvero l’invecchiamento in salute, l’healthy aging: i numeri raccontano infatti che in Italia come in tutta Europa, negli USA e in Giappone al progressivo allungarsi della vita media non corrisponde un benessere altrettanto prolungato, visto che gli ultimi dieci anni di vita (e anche di più, nel caso delle donne) sono segnati dalle difficoltà dovute a tutta una serie di patologie croniche.

Il Premio, del valore di un milione di Euro, verrà consegnato il prossimo 8 novembre nel corso della Giornata della Ricerca, ancora una volta al Teatro alla Scala di Milano: ad assegnarlo come sempre una giuria di 15 top scientists italiani, che si è riunita oggi per la prima volta a Palazzo Lombardia. Nel corso della riunione è stata eletta Presidente della Giuria Silvia Priori.

“Ringrazio molto i colleghi membri della Giuria per avermi dato l’incarico di presiedere questo comitato. E’ un impegno di grossa responsabilità per la valenza che il Premio ha, non solo dal punto di vista economico ma per l’importanza del significato di questa iniziativa di Regione Lombardia. E’ il primo anno che sono parte della Giuria e mi impegnerò per svolgere al meglio questo compito e a portare, come negli scorsi anni, ad una scelta inequivocabilmente di eccellenza” ha dichiarato la Presidente della Giuria Silvia Priori.

Ringrazio la professoressa Silvia Priori per aver accettato il prestigioso incarico di Presidente, per la prima volta è stata nominata una donna che sarà alla guida di questo team di scienziati straordinari. A loro il compito di premiare una scoperta di rilevanza internazionale che abbia un concreto impatto sul miglioramento della vita dei cittadini. Quello dell’Healty Aging è un tema molto sentito tra la popolazione, secondo le statistiche infatti gli ultimi dieci anni di vita o anche più sono segnati da una serie di patologie, spesso croniche, che ne compromettono il benessere. In questo senso incentivare la ricerca di nuove terapie e farmaci diventa vitale.

Lo “sviluppo e mantenimento funzionale delle abilità che garantiscono il benessere della persona durante la vecchiaia”, focus dell’edizione 2019, è infatti un tema quanto mai attuale se si guarda alle statistiche sulle aspettative di vita. Nel 2015, l’attesa di vita media in Italia ad esempio era di 79,6 anni per gli uomini e di 84,6 anni per le donne. Molto più bassa però era l’aspettativa media di vita in salute: 70,6 anni per gli uomini e 73,1 per le donna.

Ecco allora che nuove terapie, farmaci, approcci a queste patologie e la loro prevenzione diventano una priorità per tutti i sistemi sanitari, in particolare della zona UE dove la percentuale di popolazione over 65 è destinata a crescere di più.

Alla Giuria spetterà individuare il vincitore tra i nomi che verranno proposti dagli oltre 1200 Top Italian Scientists (TIS) attivi negli ambiti delle scienze della vita e presenti nella ‘classifica’ della VIA-Academy – il censimento degli scienziati e scholars con il maggior impatto in termini di produzione e citazioni ricevute – con un punteggio pari o superiore a 50.

Ai TIS verrà chiesto di indicare la scoperta a loro giudizio più rilevante, innovativa e dal maggior impatto sulla vita dei cittadini nell’ambito della ricerca sull’invecchiamento attivo e di indicare il nome dello scienziato che ritengono meritevole del Premio. Non sono ammesse auto candidature.

Quest’anno, per la prima volta, tutti i passaggi del Premio saranno certificati su una piattaforma regionale con tecnologia Blockchain, un esperimento unico da parte di una Pubblica Amministrazione.

Il criterio di selezione è quello che ha già guidato la composizione delle giurie 2017 e 2018. Il Premio “Lombardia è ricerca” è dedicato alle Life Sciences e, come previsto dal regolamento, a far parte della Giuria sono chiamati i ricercatori con l’h-index più alto nei diversi settori di riferimento: Biomedical Sciences;
 Clinical Sciences;
 Neurosciences & Psychology;
 Chemistry, Computer Sciences, Material & NanoSciences, Natural & Enviromental Sciences.

Negli ambiti scientifici rilevanti per il Premio si trovano quest’anno molte riconferme. Cinque i nuovi ingressi di ricercatori al lavoro per lo più in prestigiosi centri esteri. Li presentiamo in ordine alfabetico, come riportati nel decreto regionale di costituzione della Giuria del 15 febbraio.

  • Presidente: Silvia Priori, cardiologa, ordinario di Cardiologia all’Università degli Studi di Pavia e Direttore di Cardiologia Molecolare dell’IRCCS Maugeri, centro di riferimento nazionale e internazionale per la gestione di pazienti affetti da patologie aritmogene su base genetica. È stata la prima donna a entrare nel board dell’ESC, la European Society of Cardiology ed è la scienziata italiana più citata nelle ricerche internazionali, titolare di tre brevetti, oltre 450 pubblicazioni all’attivo.
  • Adriano Aguzzi, docente dell’Ospedale universitario di Zurigo, tra i massimi esperti di biologia dei prioni, agenti infettivi responsabili tra l’altro del cosiddetto ‘morbo della mucca pazza’.
  • Giorgio Bernardi, Visiting Professor Università degli Studi di Roma Tre, ha pubblicato oltre 400 articoli nel campo della genomica e dell’evoluzione molecolare.
  • Paolo Calabresi, direttore della Neurologia Clinica all’Università degli Studi di Perugia, la cui ricerca si è concentrata sulla comunicazione sinaptica tra la corteccia cerebrale e i gangli della base, con ricadute cliniche importanti per diverse patologie.
  • Federico Calzolari, responsabile ICT della Scuola Normale Superiore di Pisa, fisico computazionale esperto in simulazioni.
  • Carlo Croce, docente alla Ohio State University, oncologo tra i più citati e premiati al mondo, pioniere della scoperta di geni responsabili di molte leucemie e linfomi e nell’indicazione di nuove strade terapeutiche.
  • Andrea C. Ferrari, direttore del Cambridge Graphene Center, esperto di Nanotecnologie e alla guida di un progetto europeo decennale per lo studio del grafene, il ‘materiale del futuro’ con applicazioni anche in campo biomedicale.
  • Luigi Ferrucci, epidemiologo, Direttore del National Institute on Aging di Baltimora, promotore di un nuovo approccio preventivo alle patologie della terza età, che prevede il potenziamento di alcuni meccanismi di ‘difesa’ dell’organismo.
  • Carlo La Vecchia, ordinario di Epidemiologia dell’Università degli Studi di Milano, che dagli anni Ottanta studia la distribuzione e l’andamento delle patologie tra gli italiani e che ha poi indagato le cause delle patologie più diffuse, come tumori e malattie cardiovascolari.
  • Michele Parrinello, fisico, docente del Politecnico di Zurigo e dell’Università Svizzera Italiana di Lugano, creatore del metodo omonimo per le simulazioni informatiche dei movimenti molecolari.
  • Giuseppe Remuzzi, nefrologo, da oltre 35 anni nome di riferimento nella ricerca contro le insufficienze renali, direttore dell’IRCCS Mario Negri e già presidente della Giuria 2018 del Premio.
  • Paolo Maria Rossini, direttore della Neurologia del Policlinico Gemelli e dell’Università Cattolica di Roma, autore di studi sul “connettoma” ovvero sulle connessioni tra le centraline del cervello che in caso di malfunzionamento sono alla base di diverse malattie neurologiche.
  • Giacomo Rizzolatti, direttore dell’Unità di Ricerca del CNR dell’Istituto di Neuroscienze dell’Università di Parma, è lo scopritore dei neuroni specchio, base fisiologica dell’empatia umana. Per questo risultato è stato il vincitore della prima edizione del Premio “Lombardia è ricerca”.
  • Peter J. Schwartz, direttore del Centro sulle Aritmie Cardiache di Origine Genetica dell’IRCCS Istituto Auxologico di Milano, da quasi 50 anni studia tali patologie e le ‘morti improvvise’. È l’unico ricercatore europeo finanziato dal governo USA per quarant’anni.
  • Claudiu T. Supuran, ordinario di Scienze farmaceutiche dell’Università di Firenze. Ha pubblicato più di 1500 lavori e cinque monografie sugli inibitori enzimatici, in particolare sulle molecole in grado di depotenziare gli enzimi che regolano il meccanismo di crescita di cellule tumorali.