A Bergamo prosegue il roadshow di presentazione della Riforma sui Servizi Abitativi.

La nuova legge sui servizi abitativi coinvolge tutti i territori. È una legge fatta di principi poi per attuarla occorrono i regolamenti, per i quali abbiamo attivato un tavolo con Anci e le Aler per capire come farla funzionare al meglio.

La legge ci ha messo un po’ ad essere partorita perché abbiamo voluto confrontarci con tutti e mettere anche a disposizione delle risorse importanti. Ad esempio abbiamo stanziato nel 2016 11,2 milioni di euro, nel 2017 20 milioni e dal 2018 25 milioni a regime per chi è in difficoltà economica temporanea.

Le risorse che abbiamo individuato le abbiamo trovate perché siamo una Regione virtuosa. Purtroppo viviamo però in un Paese in cui chi è virtuoso viene spesso penalizzato a favore di chi invece spreca. Noi comunque intendiamo tutelare e confermare queste risorse che sono destinate ai più deboli.

Vogliamo eliminare le barriere tra edilizia popolare, housing sociale e mercato privato per superare il paradosso delle migliaia di famiglie senza casa in un contesto in cui ci sono anche migliaia di appartamenti sfitti e per favorire il recupero dell’indipendenza economica delle persone anche attraverso il concetto del mix abitativo che vuole accompagnare l’utente verso un processo di miglioramento personale.

Con questa legge la casa popolare non è più eterna ma c’è una verifica periodica dei requisiti. Vogliamo stravolgere il sistema con il chiaro intento di migliorarlo”, ha concluso il vicepresidente, spiegando che “una piattaforma informatica supportera’ i nuclei familiari, i Comuni e le Aler dalla scelta fino all’assegnazione degli alloggi in un meccanismo di assoluta e totale trasparenza.